Il giardino vescovile non è un luogo in cui realizzare un parco evento | Italia Nostra plaude alle iniziative della soprintendenza

Sul tema del giardino vescovile di Bressanone, Italia Nostra, associazione ONLUS per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione, è intervenuta già l’anno scorso, suscitando una breve ma accesa polemica con il sindaco Pürgstaller. In quell’occasione ci eravamo in particolare preoccupati che nessun parcheggio venisse realizzato a ridosso del giardino, come da varie fonti era lecito sospettare. Il sindaco però ha smentito fermamente qualsiasi intenzione da parte del Comune di costruire parcheggi in quell’area, e la cosa è finita lì. Non ho motivo di dubitare che il sindaco, su questo punto, manterrà le promesse fatte pubblicamente.

Oggi però ci si pone il problema di cosa fare di questa preziosa quanto sconosciuta e inutilizzata risorsa storica e paesaggistica, ubicata nel cuore di Bressanone. Da più parti si sente il bisogno di aprire le porte del giardino vescovile, e renderlo luogo di incontro e di riflessione soprattutto per gli abitanti di Bressanone.

La gente della strada, ma con essa le associazioni ambientaliste e i gruppi di opinione che fanno per es. capo al Comitato Civico per la salvaguardia del Giardino Vescovile (portavoce Franz Pattis) e all’iniziativa Pro Pomarium (portavoce Enrico De Dominicis), respingono giustamente qualsiasi progetto che, stravolgendo il carattere originario del luogo, vi sovrimponga strutture edilizie incompatibili con la sua storia e il suo significato. Il giardino vescovile non è un luogo in cui realizzare un parco evento, o un museo della mela o un parco dell’acqua.

Italia Nostra plaude quindi alle iniziative dalla soprintendenza provinciale volte alla conservazione delle opere architettoniche presenti, al mantenimento della continuità d’uso del frutteto e ad impedire qualsiasi forma di cementificazione nell’area.

Contemporaneamente è giusto riconoscere che il sindaco ha promesso un’approfondita discussione del progetto Steiner in Giunta, in Consiglio,e con i cittadini: ci pare francamente il modo più giusto di trattare un argomento così delicato e insieme così importante per la conservazione del patrimonio storico, artistico e monumentale della città vescovile.

È chiaro che l’apertura al pubblico, in teoria così giusta e auspicabile, deve tenere nella debita considerazione anche l’esistenza degli idioti che prevedibilmente non tarderanno a danneggiare il giardino. Ci pare che una entrata a pagamento, magari attraverso il museo diocesano, come già caldeggiato da qualcuno, sia la soluzione migliore. Ciò che non vorremmo, invece, è un’apertura gratuita già il prossimo anno. Si può facilmente prevedere, infatti, che tale soluzione, pensata come provvisoria, diverrebbe definitiva, con il concreto rischio di vandalismi a cui abbiamo già fatto cenno.

In conclusione vorrei esprimere la più sincera stima per tutti coloro che si impegnano per la salvaguardia del giardino vescovile e garantire loro, anche in quest’occasione, che Italia Nostra coopererà con ogni mezzo, nel linmite delle sue possibilità e capacità,  affinché gli sforzi comuni vengano coronati da successo.

Umberto Tecchiati
Presidente di Italia Nostra ONLUS Alto Adige/Südtirol

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